Stadio Flaminio, la Soprintendenza chiede modifiche al progetto Lazio per quanto riguarda la rimozione della pensilina e la realizzazione del secondo anello.
Emergono altre criticità nel percorso che dovrebbe portare alla riqualificazione dello Stadio Flaminio. Come riportato dall’edizione romana del Corriere della Sera, la Soprintendenza capitolina avrebbe evidenziato alcune problematiche all’interno del progetto presentato dalla Lazio, chiedendo approfondimenti e possibili modifiche prima di procedere con l’iter autorizzativo.
Le osservazioni principali riguardano due aspetti considerati particolarmente delicati sotto il profilo architettonico e storico. Il primo è relativo alla pensilina dell’impianto. Secondo la Soprintendenza, la struttura dovrebbe essere preservata e mantenuta, a differenza di quanto previsto nel progetto biancoceleste che ne ipotizzava la rimozione. Una richiesta legata alla necessità di tutelare uno degli elementi caratteristici dell’identità originaria dello stadio.
Ancora più rilevanti sarebbero le perplessità legate alla costruzione del secondo anello. Secondo i tecnici, l’intervento rischierebbe di inglobare eccessivamente il catino progettato da Pier Luigi Nervi, compromettendo la leggibilità dell’opera e alterando uno degli aspetti più significativi del valore architettonico del Flaminio.
Lazio, le modifiche al progetto Flaminio entro 30 giorni

La preoccupazione principale riguarda infatti la possibilità che la nuova struttura renda meno riconoscibile la forma originale dello stadio, elemento considerato centrale nella concezione dell’impianto e nella sua rilevanza storica. Alla luce di queste osservazioni, il progetto dovrà probabilmente essere rivisto in alcuni dei suoi punti fondamentali. La Lazio avrà ora 30 giorni di tempo per rispondere alle richieste della Soprintendenza, presentando eventuali chiarimenti o proposte di modifica.
Nel frattempo, il club biancoceleste resta in attesa anche dei pareri degli altri enti coinvolti nel procedimento. L’iter per la riqualificazione dell’impianto prosegue a rilento in una fase particolarmente delicata, nella quale sarà necessario trovare un equilibrio tra le esigenze di modernizzazione dell’impianto e la tutela del suo importante patrimonio storico e architettonico.