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Lazio, il Flaminio resta un sogno irrealizzabile? L’indiscrezione

Lazio, il Flaminio resta un sogno irrealizzabile? L’indiscrezione

Il Corriere dello Sport in esclusiva rivela tutta una serie di intoppi che potrebbero portare la Lazio ad abbandonare il progetto di ristrutturazione dello Stadio Flaminio.

La strada che porta la Lazio verso la sua nuova casa di proprietà è tutt’altro che in discesa. Come rivelato dal Corriere dello Sport il progetto biancoceleste si trova davanti ad un bivio dopo i rilievi apposti dalla Soprintendenza, in particolare su due elementi centrali sul nuovo Flaminio immaginato da Lotito. Difficoltà infatti sulla la demolizione della storica pensilina progettata da Pier Luigi e Antonio Nervi e la realizzazione del secondo anello previsto per portare la capienza oltre i 50 mila posti.

Le osservazioni impongono ora una riflessione sul futuro dell’impianto. Senza il secondo anello, infatti, la capienza potrebbe scendere attorno ai 40 mila spettatori, riducendo il potenziale economico dello stadio e riaprendo il dibattito sulla sua effettiva adeguatezza per ospitare stabilmente la Lazio. Il vero nodo, però, non riguarda soltanto l’aspetto architettonico.

Lazio, i conti non tornano: come si paga il Flaminio?

A pesare è soprattutto la sostenibilità economica dell’operazione. Il costo complessivo del progetto è stimato tra i 430 e i 480 milioni di euro, una cifra che verrebbe finanziata solo in parte direttamente dal club e per il resto attraverso debito, contributi e oneri urbanistici. Proprio sul piano finanziario restano comunque diversi interrogativi.

Nelle ultime due stagioni la Lazio ha dovuto confrontarsi con sempre più problemi di carattere economico, e con la necessità di generare risorse attraverso le cessioni per non incorrere in sanzioni. Per questo motivo, la realizzazione di uno stadio da quasi mezzo miliardo di euro continua a sollevare dubbi tra osservatori e tifosi.

Accanto agli aspetti tecnici ed economici emerge poi il tema del consenso. Un progetto di questa portata necessita non solo dell’approvazione degli enti coinvolti, ma anche del sostegno della tifoseria e della città. La forte contestazione in atto nei confronti della proprietà rischia di incidere indirettamente anche sul percorso dello stadio. La Lazio avrà ora trenta giorni per rispondere ai rilievi della Soprintendenza e proporre eventuali modifiche. Sarà un passaggio decisivo per capire se il progetto potrà proseguire il proprio iter oppure se dovrà essere profondamente rivisto.

Il Flaminio resta un’opportunità importante per il futuro del club, ma tra vincoli storici, sostenibilità finanziaria e consenso popolare la strada verso il nuovo stadio appare oggi più complessa che mai.

 

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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