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Lazio, Gattuso: “Approccio sbagliato, bravi a reagire nella ripresa. È un piacere allenare questi ragazzi”

Lazio, Gattuso: “Approccio sbagliato, bravi a reagire nella ripresa. È un piacere allenare questi ragazzi”

Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa al termine della gara contro il Venezia, vinta 2-0 dai biancocelesti.

Lazio, Gattuso in conferenza stampa

Che effetto le fa vedere la Lazio prima in classifica?

“Se stavamo sotto 2-0 al primo tempo, il Venezia non aveva rubato nulla. Abbiamo sbagliato approccio, l’avevamo preparata in un altro modo. Quando giocavamo, andavamo sempre zona centrale e perdevamo palla. Ci siamo allungati, mai aggressivi… uno dei primi tempi più brutti da quando sono qui.

Nel secondo tempo abbiamo fatto le cose come si deve: molto bene i due centrali con Belahyane che si buttava tra loro, bene in ampiezza. E infatti cross e rigore vengono fuori da queste giocate. Il primo tempo l’abbiamo toppato. Comunque c’è grande soddisfazione, mancano ancora 27 punti per stare tranquilli. Noi continuiamo a lavorare con serietà, se stiamo facendo bene è merito dei giocatori. Anche chi non era protagonista l’anno scorso ora è importante, è merito loro. Non siamo perfetti. La classifica ti dà la forza di lavorare di più e con serietà”.

Cosa ha detto tra primo e secondo tempo?

“La partita era semplice, di lettura facilissima. Eravamo sei giocatori contro i due attaccanti, non c’era grande pressione. Giocavamo dentro, tra Taylor e Frattesi con Noslin. Ma eravamo lunghissimi, squadra in due blocchi, abbiamo giocato a ping pong. Abbiamo sbagliato nel primo tempo, poi nel secondo molto bene. Dobbiamo migliorare questi aspetti qui”.

La sua felicità sotto al settore ospiti.

Lazio

“Mi viene spontaneo. Era importante per me: ora perdiamo otto giocatori che vanno in nazionale, è una sosta lunghissima… Dopo una sconfitta le tre settimane non sono belle, anche da giocatore lo sentivo. La mia gioia è questa, quando si vince si lavora meglio. I tifosi sono educati, la verità è una sola: la curva non viene allo stadio, ma la città si vive bene anche se sto più vicino Formello. Ci fanno lavorare in pace. È così: è una tifoseria che non ci mette pressione, ce l’abbiamo da soli, perché giochi per la Lazio e la pressione ce l’hai sempre”.

Przyborek avrà spazio durante l’anno.

Non è nemmeno male come 2007. Ha avuto un problema all’adduttore. Ma è un giovane molto interessante”.

La forza del gruppo.

“I meriti sono tutti della squadra. È semplice: questo è un gruppo che sta dando tutto dal primo giorno, con grande professionalità e voglia. Ho detto no a Icardi per questo, c’è serenità ora, è un piacere allenare questi ragazzi. Avendo una partita a settimana capisci che diventa difficile. Ho quattro centrali uno più forte dell’altro, sono contento.

Devo essere bravo a sbagliare il meno possibile. Devo mettere i giocatori nelle condizioni migliori, sono contento di quello che ho. Pensavo di non fare nessun mercato quando sono arrivato, devo ringraziare Fabiani e Lotito per chi è arrivato. Ci abbiamo messo del tempo ma sono stato io perché volevo giocatori funzionali. Un ringraziamento va anche a loro”.

L’ambiente Lazio le giova.

“Sono stato vicino alla Lazio due-tre volte da allenatore… Dentro sono laziali al 100%. Gente che quando vince piange, che nei momenti di difficoltà ti stanno vicino. Lo sapevo che di padre in figlio… è una storia incredibile. Sono tifosi con grande passione, bambini piccoli che amano questi colori qua. Mi immaginavo com’era. Dentro è qualcosa di incredibile. C’è veramente gente che lavora”.

Non temi che queste tre settimane possano alimentare l’euforia?

“La classifica non ci riguarda. Ora meno 27, dopo possiamo fare tutti i ragionamenti. Assicuriamoci la tranquillità. Ora ci saranno cinque giorni di recupero, poi giochiamo con l’Arezzo domenica a Formello e ne faremo anche un’altra di amichevole, sempre con un club di Serie B. Dopo ti dirò se c’è qualcosa di diverso”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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