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Reja incorona Scaloni: “Alla Lazio era già un allenatore in campo”

Reja incorona Scaloni: “Alla Lazio era già un allenatore in campo”

Alla vigilia della finale Mondiale, Edy Reja racconta il legame con Lionel Scaloni, cresciuto in Italia tra Lazio e Atalanta prima del trionfo da ct.

Domani Lionel Scaloni guiderà l‘Argentina nella finale del Mondiale di New York, con l’obiettivo di conquistare il secondo titolo iridato consecutivo dopo il trionfo in Qatar nel 2022. Prima di diventare uno degli allenatori più vincenti del panorama internazionale, però, il commissario tecnico della Selección ha scritto una parte importante della propria carriera in Italia, vestendo le maglie di Lazio e Atalanta fino al ritiro nel 2015.

A ricordare quegli anni è Edy Reja, che lo ha allenato in entrambe le esperienze italiane e che, intervistato da Il Messaggero, ha raccontato il valore umano e tecnico dell’argentino.

Reja e il rapporto con Scaloni alla Lazio

Reja non ha dubbi sulle qualità che Scaloni mostrava già da calciatore: “Era il pilastro dello spogliatoio. Anche quando giocava poco, tutti lo seguivano. Già allora si capiva che sarebbe diventato un grande allenatore”.

L’ex tecnico biancoceleste ricorda come il futuro ct dell’Argentina avesse una visione del calcio fuori dal comune: “Parlare di calcio con lui era un piacere. Aveva idee moderne, una lettura tattica avanzata e una straordinaria capacità di valutare sia i propri compagni sia gli avversari. Già nel 2011, quando era ancora alla Lazio, aveva iniziato a ragionare da allenatore”.

Reja ammette però di non immaginare un’ascesa così rapida: “Pensavo avrebbe fatto molto bene nei club, magari in Italia o in Spagna. Invece ha bruciato le tappe con l’Argentina ed è diventato campione del mondo in poco più di dieci anni”.

Il retroscena con Lotito

Tra Reja e Scaloni il rapporto è rimasto ottimo anche dopo la fine della carriera da calciatore. “Ci sentiamo meno rispetto a prima, ma continuiamo a sentirci con qualche messaggio. Prima del Mondiale 2022 mi chiese un parere sull’Arabia Saudita: gli dissi che l’Argentina avrebbe vinto facilmente… poi sappiamo tutti com’è andata all’esordio, anche se alla fine hanno alzato la Coppa“, racconta sorridendo.

L’ex allenatore svela poi un curioso retroscena di mercato: “Due anni fa parlai con Lotito e scrissi a Scaloni per chiedergli se fosse interessato a tornare alla Lazio come allenatore. Mi rispose: ‘No mister, resto con la mia Argentina. Ho preso un impegno e non mi tiro indietro'”.

Infine il pronostico sulla finale mondiale: “La Spagna è una squadra fortissima sotto il profilo tecnico e organizzativo, ma l’Argentina ha un carattere straordinario. Gli argentini non mollano mai e possono ancora contare su Messi, che resta un fenomeno capace di fare la differenza”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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