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Lazio, Tare su Lotito: “Esperienza molto formativa: gli devo tanto. Ma ha un modo tutto suo di trattare”

Lazio, Tare su Lotito: “Esperienza molto formativa: gli devo tanto. Ma ha un modo tutto suo di trattare”

L’ex direttore sportivo della Lazio, ora al Milan, Igli Tare ha rilasciato un’intervista alla giornalista di DAZN Giorgia Rossi per la rubrica Giorgia’s Secret.

Igli Tare è tornato a parlare del suo lungo periodo trascorso alla Lazio. L’attuale dirigente del Milan ha raccontato il rapporto avuto con il presidente Claudio Lotito in tutti gli anni passati, spiegando come funzionasse la gestione del mercato con il patron biancoceleste. Di seguito le sue parole.

Lazio, Tare ricorda gli anni nella Capitale

Esperienza.

“Ho vissuto 18 anni molto belli, intensi e duri. Ma ho avuto modo di conoscere un ambiente e una tifoseria molto forte e attaccata ai colori. Per me è stata un’esperienza bellissima, niente me la può portare via. Abbiamo vinto tanto in quegli anni. A quell’ambiente dirò sempre grazie”.

Rapporto con Lotito.

“Lotito ha due parti. Una geniale, un’altra esterna. Secondo me la gente non conosce il vero personaggio che lui è. Io posso parlare della mia esperienza, è stata un’esperienza molto formativa e forte”.

Trattative.

Anche nel modo di fare le trattative: è stata un’esperienza molto bella, lui è molto particolare. Aveva la capacità di fare cento cose nello stesso momento. A volte, mentre facevamo le trattative, io conoscevo il momento in cui lui a un certo punto si addormentava davanti alla gente. Mentre loro parlavano lui crollava, si addormentava. E a un certo punto si fermavano e io li facevo continuare”.

Modi di fare del presidente.

Poi appena si trattava dei numeri e arrivava la richiesta del contratto i procuratori o gli intermediari mi chiedevano se fosse il caso di andare avanti. Io gli dicevo di sì e loro chiedevano, per esempio, un milione. Lotito allora si riprendeva e diceva: ‘Un milione no’. Stava con la testa ovunque e da lì con il suo modo di fare riusciva sempre a concludere le cose”.

Difficoltà.

“Alla Lazio ho lavorato da solo, anche perché ho dovuto fare di necessità virtù. Era una situazione molto particolare, si è sviluppato un metodo di lavoro più per necessità che per mia scelta. Io avrei voluto lavorare con uno staff ben organizzato”.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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