Il nuovo centrocampista biancoceleste Davide Frattesi ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ufficiali da giocatore della Lazio ai microfoni ufficiali del club.
La Lazio ha annunciato ufficialmente Davide Frattesi. Il centrocampista classe 1999 torna così nella sua Roma, nella squadra che per prima aveva creduto nelle sue qualità durante il percorso nelle giovanili. Dopo l’arrivo a Fiumicino, le visite mediche e la firma sul contratto, il nuovo numero 16 biancoceleste si è presentato ai suoi nuovi tifosi attraverso i microfoni di Lazio Style Channel.
Lazio, Frattesi si presenta ai tifosi
Giornata impegnativa.
“Una Odissea! In giornate come questa l’attesa aumenta il desiderio. Anche se è stancante”.
Felice del ritorno a casa?
“Beh sì, decisamente. Quando sono arrivato ho riconosciuto tutte le strade che facevo quando mi allenavo alla Giustianana. Torno con un’altra maturità. A 26 anni devo prendermi delle responsabilità importanti”.
Entusiasmo dei tifosi.
“Sì. Anche all’Inter avevo questo rapporto con i tifosi. Siamo sempre andati d’accordo, con alti e bassi, ma d’accordo. Questo coinvolgimento con i tifosi mi ha fatto piacere. Mi dovevo risentire al centro del progetto”.
Una sensazione che ha avuto un peso importante nella decisione di tornare alla Lazio.
“Penso di sì. Questo è un momento dove ho bisogno di risentirmi importante. Avevo già indivuduato questo come luogo dove poterlo fare. Anche la società e il mister la pensano così, quindi è perfetto”.
Quella fotografia con Miroslav Klose.
“Questa è la Coppa Italia. Facevo il raccattapalle. Qua ho tanti ragazzi che ancora sento e giocavamo insieme. Emanuele, Alessio Miceli che ha esordito in squadra. Li sento ancora e mi hanno massacrato tra chiamate e messaggi”.
“Sì. Papà è laziale da una vita e quando ero più piccolo mi portava allo stadio a vedere la Lazio”.
Il rapporto con Gattuso.

“Sì, ritrovo Rino. Ho sentito più lui in questi gionri che Eleonora, la mia fidanzata. Ci siamo incontrati in Nazionale, poi è andata com’è andata. Sono successi degli episodi un po’ particolare. Sono contento di tornare a lavorare con lui perché so come lavora, so che persona è. Quando l’ho visto oggi l’ho abbracciato”.
Annata complicata.
“Sì. Ho avuto un momento difficile quando è morta nonna. Ma la mentalità è la caratteristica dove sono più forte”.
Centrocampo biancoceleste.
“Vedevo le partite lo scorso anno. Sono giocatori forte. Ho parlato con Rove prima di arrivare. Questo è un bel centrocampo, ma va dimostrato in campo. Ne riparliamo tra qualche giornata”.
Obiettivo Nazionale.
“Sìsì. Ho sentito anche mister Roberto Mancini, mi ha detto che l’importante era che giocassi. Anche lui è stato fondamentale nella scelta”.