Lazio, Gattuso ha scelto le gerarchie in porta, con Mandas titolare. Il giovane Edoardo Motta prova a mettere pressione al compagno di reparto.
La gerarchia è chiara, almeno per il momento. Gennaro Gattuso ha scelto il rientrante Christos Mandas come portiere titolare della Lazio, con Motta destinato a ricoprire il ruolo di secondo. Una decisione presa fin dalle prime settimane di ritiro e che aveva contribuito anche a dare il via libera alla cessione di Ivan Provedel, considerato ormai fuori dai piani della nuova gestione tecnica e desideroso di iniziare una nuova avventura.
Il precampionato, però, sta inevitabilmente alimentando qualche riflessione. Mandas non è apparso ancora al massimo della condizione e alcune incertezze hanno attirato l’attenzione, mentre alle sue spalle Motta continua a dare segnali positivi. Nessuna rivoluzione nelle gerarchie, ma una situazione che Gattuso sta monitorando con attenzione.
Mandas, qualche incertezza di troppo

Come evidenziato da La Repubblica, il portiere greco ha mostrato durante questa fase della preparazione qualche difficoltà in più rispetto a quanto fatto vedere nella stagione con Marco Baroni al comando.
Non si tratta di episodi tali da mettere in discussione la sua titolarità, ma alcuni dettagli non sono passati inosservati. Dall’uscita imprecisa mostrata nell’amichevole contro la Civita Castellana alla poca reattività in occasione del gol subito contro l’Avellino, passando per qualche errore nella costruzione dal basso.
Situazioni isolate, che non sembrano aver modificato le convinzioni di Gattuso. Il tecnico continua a considerare Mandas il numero uno della Lazio e non ha al momento intenzione di cambiare le gerarchie. A incidere sulle prestazioni del greco potrebbe inoltre esserci la lunga inattività accumulata negli ultimi mesi, un fattore che può aver influito sulla condizione e sulla brillantezza del portiere.
Motta cresce e prova a convincere Gattuso
Alle spalle di Mandas, intanto, Motta continua il proprio percorso di crescita. Il giovane estremo difensore sta sfruttando il ritiro per mettersi in mostra agli occhi del nuovo allenatore e confermare le qualità già evidenziate durante la scorsa stagione.
Il momento più significativo della sua precedente annata resta senza dubbio la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l‘Atalanta. In quella circostanza Motta fu protagonista assoluto ai calci di rigore, riuscendo a neutralizzarne quattro e contribuendo in maniera decisiva alla qualificazione della Lazio alla finale.
Anche durante questa preparazione estiva il portiere ha offerto indicazioni incoraggianti, dimostrando personalità e qualità tra i pali. Il suo percorso, tuttavia, non è ancora completo e ci sono alcuni aspetti sui quali Gattuso vuole continuare a lavorare.
In particolare, Motta deve crescere nella gestione del pallone con i piedi e nelle letture in uscita, due componenti sempre più importanti per un portiere chiamato a partecipare attivamente alla costruzione del gioco.
Lazio, gerarchie mobili
Il quadro, dunque, non è cambiato: Mandas parte davanti e Motta sarà il suo vice. Gattuso ha stabilito le gerarchie e, almeno in questa fase, non sembrano esserci motivi sufficienti per modificarle.
Il precampionato, però, ha mostrato come la porta della Lazio possa contare su due profili interessanti. Da una parte c’è Mandas, chiamato a ritrovare la brillantezza che lo aveva contraddistinto nella scorsa stagione; dall’altra un Motta che continua a crescere e che vuole trasformare ogni occasione in un’opportunità per convincere il tecnico.
Per ora la maglia da titolare resta saldamente sulle spalle del greco. Ma Gattuso sa di avere alle sue spalle un giovane portiere desideroso di farsi trovare pronto.