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Motta, prestazione “for the ages”: il portiere trascina la Lazio in finale

Motta, prestazione “for the ages”: il portiere trascina la Lazio in finale

La Lazio è in finale di Coppa Italia. I biancocelesti la spuntano ai rigori, grazie alla prestazione straordinaria di Edoardo Motta, capace di parare quattro penalty su cinque.

Una serata che i tifosi della Lazio non dimenticheranno mai per l’approdo in finale di Coppa Italia in un’annata così complicata, ma anche e soprattutto per l’incredibile prestazione personale di Edoardo Motta. Il giovane portiere classe 2005 ha trascinato i suoi in finale neutralizzando 4 dei 5 rigori calciati nella lotteria dall’Atalanta.

Una prestazione dagli 11 metri semplicemente indimenticabile per quanto unica: il portiere biancoceleste è entrato nel ristrettissimo club dei portieri che hanno parato 4 rigori consecutivi in una sequenza a fine partita. Nel calcio che conta e moderno vengono in mente il rumeno Helmuth Duckadam (4 su 4, Steaua Bucarest-Barcellona, finale Coppa Campioni 1986), e il russo Matvey Safonov (4 su 5, PSG-Flamengo, finale Intercontinentale 2025). La notte di Bergamo, aldilà della grande carriera che ha davanti Motta, resterà negli annali del calcio.

Lazio, Motta è stata un intuizione incredibile

E pensare che il trascinatore della Lazio alla Finale di Coppa Italia appena un’anno fa vantava una sola presenza tra i professionisti, proprio in Coppa Italia. La Lazio lo ha preso dalla Reggiana nel mercato invernale per appena 1 milione di euro + il 5% sulla futura rivendita. Non era previsto che trovasse particolare spazio, anzi, doveva solo sostituire il partente Mandas come secondo alle spalle di Provedel. L’infortunio alla spalla subito dal numero uno biancoceleste, però, gli ha spalancato le porte della titolarità fino al termine della stagione. Un imprevisto che Edoardo Motta ha saputo sfruttare al meglio.

Già all’esordio con il Sassuolo, sbavature con i piedi a parte, ha fatto intravedere il suo talento. Le capacità dell’estremo difensore sono venute fuori in poco tempo: un grande prova contro il Milan, il rigore parato ad Orsolini, fino alla prova contro l’Atalanta, che non si riduce solo al momento del penalty. La giocata chiave, e anche la sliding doors della partita, del portiere biancoceleste è il salvataggio sul colpo di testa di Scamacca nei minuti di recupero dei tempi regolamentari: Motta dall’alto dei suoi 194 cm arriva con la punta delle dita sulla traiettoria del pallone e riesce a mandarlo sul palo.

 

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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