Un Olimpico enorme e quasi spettrale racconta ancora una volta il clima intorno alla Lazio: appena 6.058 spettatori per la prima casalinga di Gattuso.
L’Olimpico è grande, silenzioso, quasi spettrale. A interrompere il silenzio ci sono soltanto alcuni cori sporadici. La prima gara casalinga in Serie A della Lazio di Gennaro Gattuso ha riproposto lo scenario già visto contro il Mantova in Coppa Italia, con una differenza ulteriore: questa volta non c’è nemmeno il settore ospiti a contribuire al rumore dello stadio.
Il divieto di trasferta imposto ai tifosi del Genoa residenti in Liguria ha infatti reso l’atmosfera ancora più surreale. I biglietti acquistati erano circa 3.500, ai quali si sarebbero dovuti aggiungere i 4.000 abbonati. Le presenze effettive, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sono state invece appena 6.058.
Lazio, il contrasto con le trasferte è evidente

Il dato assume ancora più peso se confrontato con la partecipazione dei tifosi biancocelesti in trasferta. A Bologna, infatti, erano circa 3.500 i sostenitori della Lazio presenti sugli spalti. All’Olimpico, invece, la risposta è stata decisamente diversa, con ampi settori dello stadio rimasti vuoti.
Numeri che confermano come la protesta nei confronti della società e, soprattutto, di Claudio Lotito non sia stata attenuata dagli ultimi movimenti sul mercato. Gli arrivi di Frattesi, Pinamonti e degli altri nuovi acquisti non hanno modificato il clima che si respira attorno al club.
Lotito ancora assente
A completare il quadro c’è anche l’assenza del presidente. Lotito è ancora lontano da Roma ed è tornato a Cortina dopo la parentesi di Reggio Calabria. La sua assenza, in un Olimpico così vuoto, contribuisce a rendere ancora più evidente la distanza che sembra essersi creata tra la proprietà e una parte importante della tifoseria laziale.
La prima casalinga di Gattuso, dunque, nonostante il successo firmato da Frattesi non ha rappresentato soltanto l’inizio del nuovo campionato all’Olimpico, ma anche l’ennesima fotografia di un rapporto tra club e tifoseria ancora tutt’altro che ricomposto.