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Flaminio, il progetto della Lazio è al bivio

Flaminio, il progetto della Lazio è al bivio

La Conferenza dei servizi sul progetto della Lazio per il Flaminio si è chiusa senza un verdetto ufficiale: entro il 17 agosto arriveranno le carte con le indicazioni degli enti coinvolti.

La Conferenza dei servizi preliminare sul progetto della Lazio per la ristrutturazione dello stadio Flaminio si è conclusa nella giornata di ieri, ma al momento non è stato ancora pubblicato alcun esito. A differenza di quanto accaduto per il progetto della Roma a Pietralata, infatti, la documentazione non è stata resa immediatamente disponibile.

Bisognerà quindi attendere la pubblicazione degli atti, prevista entro pochi giorni e comunque non oltre il 17 agosto. Dalle informazioni raccolte da Calcio e Finanza,  non filtra né una bocciatura definitiva né un via libera senza condizioni. Lo scenario più probabile sembra essere quello di un parere accompagnato da osservazioni e raccomandazioni che la Lazio dovrà eventualmente recepire nel prosieguo dell’iter.

Flaminio, i vincoli restano molti

Il principale punto interrogativo resta quello legato ai numerosi vincoli che interessano il Flaminio. L’impianto è infatti sottoposto a tutele architettoniche, storiche, archeologiche e paesaggistiche che coinvolgono non soltanto la struttura progettata da Pier Luigi Nervi, ma anche l’area circostante.

Proprio la Soprintendenza rappresenta quindi uno degli interlocutori decisivi per capire quanto il progetto della Lazio possa essere realizzato nella forma attualmente immaginata dal club. Già nelle prime fasi dell’iter le Belle Arti avevano richiesto integrazioni sulla documentazione presentata dalla Lazio.

Tra gli aspetti finiti sotto osservazione ci sono la possibile rimozione della tettoia della tribuna, l’impatto visivo del secondo anello e quello dei pilastri esterni destinati a sostenere la nuova struttura.

A questi elementi si aggiunge la necessità di approfondire ulteriormente le analisi archeologiche. Le richieste della Soprintendenza non rappresentavano necessariamente una bocciatura del progetto, ma hanno costretto i progettisti a intervenire con ulteriore documentazione e a confrontarsi nuovamente con i tecnici dello Stato.

Tema mobilità altro fattore chiave

La partita del Flaminio non riguarda però soltanto gli aspetti architettonici. Restano sul tavolo anche le questioni relative alla copertura economica e alla mobilità.

Il piano della Lazio prevede un investimento vicino al mezzo miliardo di euro, finanziato in larga parte attraverso prestiti bancari. Un aspetto che, tuttavia, non rientrava tra quelli affrontati dalla Conferenza dei servizi preliminare.

Sul fronte della mobilità, invece, il progetto punta su un’elevata percentuale di spettatori che raggiungeranno lo stadio attraverso il trasporto pubblico, riducendo il più possibile l’impatto del traffico privato.

Due scenari per la Lazio

A questo punto restano sostanzialmente due scenari. Il primo è quello di una bocciatura del progetto Flaminio, che renderebbe ancora più centrale il confronto diretto con la Soprintendenza per individuare una soluzione compatibile con i vincoli dell’impianto. Il secondo, probabilmente più realistico, è un via libera accompagnato da osservazioni e prescrizioni. In quel caso la Lazio potrebbe proseguire il percorso e rivolgersi a Roma Capitale per ottenere il riconoscimento del pubblico interesse dell’opera. La partita, dunque, è tutt’altro che chiusa.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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