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Coppa Italia, clamoroso: cambia la sede della finale?

Coppa Italia, clamoroso: cambia la sede della finale?

Coppa Italia , cresce l’allerta: un possibile incrocio in finale potrebbe imporre un cambio di sede. Ecco i possibili scenari e il motivo dietro alla scelta.

È la settimana decisiva della Coppa Italia. Domani, a partire dalle ore 21, andrà in scena la sfida di ritorno tra Inter e Como, una partita che al triplice fischio designerà la prima finalista di Coppa Italia. Dall’altra parte del tabellone, alla stessa ora ma con 24 ore di differenza, si giocherà la seconda semifinale tra Atalanta e Lazio, match che chiuderà definitivamente il quadro, consegnando così il programma ufficiale della finalissima di Coppa Italia 2026.

I due pareggi maturati nelle gare d’andata rendono al momento impossibile formulare previsioni lucide, dal momento che tutte e quattro le squadre conservano le medesime possibilità di qualificazione. Tuttavia, in uno scenario specifico appare opportuno – se non addirittura necessario – analizzare in anticipo le possibili conseguenze. Ad ospitare la finale potrebbe non essere lo Stadio Olimpico di Roma.

Coppa Italia, lo scenario in cui non si giocherà all’Olimpico

Infatti, qualora ad accedere alla finale dovessero essere Atalanta e Como, si aprirebbe uno scenario inedito e potenzialmente dirompente: la possibilità concreta di cambiare la sede della finale.

Le due formazioni lombarde condividono infatti una storia complessa e segnata da forti tensioni, soprattutto sul piano dei rapporti tra le rispettive tifoserie. Un elemento che, alla luce di quanto potrebbe accadere il prossimo 14 maggio – data designata per la finale 2026 –, rischierebbe di generare criticità significative.

La prima grande questione riguarda l’ordine pubblico. La presenza di due tifoserie caratterizzate da rapporti estremamente delicati renderebbe particolarmente complessa la gestione dei flussi verso Roma, sede tradizionale dell’atto finale. Le criticità però,  non si limiterebbero solamente alla sicurezza all’interno dello stadio, ma potrebbero estendersi a viabilità, trasporti e concentrazione dei tifosi nella stessa area urbana.

Proprio per questo motivo, l’ipotesi di un cambio di location potrebbe tornare seriamente d’attualità: una scelta che, pur avendo una portata storica, rappresenterebbe una soluzione necessaria per garantire sicurezza e ordine pubblico, evitando rischi difficilmente gestibili in un contesto così delicato.

Coppa Italia, la possibile soluzione

Come già accaduto nel 2021, la finale – che all’epoca vide affrontarsi Atalanta e Juventus – non venne disputata a Roma, ma al MAPEI Stadium di Reggio Emilia, impianto di casa del Sassuolo. La casa dei neroverdi potrebbe quindi rappresentare ancora una volta l’alternativa numero uno, confermandosi negli anni come la soluzione più affidabile per risolvere le criticità legate alla questione stadio e all’ordine pubblico.

Accanto a questa ipotesi, però, prende quota anche una seconda soluzione, che potrebbe risultare di miglior auspicio per la componente bergamasca. Proprio nel 2021, infatti, l’Atalanta raggiunse la finale a Reggio Emilia, salvo poi uscirne sconfitta, un precedente che potrebbe spingere le speranze della Dea verso una sede differente.

In questo scenario, la finale potrebbe essere disputata allo Stadio Ennio Tardini di Parma, opzione logisticamente valida e ugualmente  neutra sotto il profilo ambientale, oltre che meno carica di precedenti simbolici.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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