Con Cataldi ancora ai box e Rovella non ancora al meglio, il marocchino è pronto a guidare il centrocampo della Lazio anche alla ripresa: Gattuso si fida sempre più di lui.
La Lazio si prepara a ripartire dopo la sosta e, contro il Monza, sarà ancora Reda Belahyane a prendere in mano le chiavi del centrocampo. Le condizioni della mediana lasciano infatti poche alternative a Gattuso: Cataldi è ancora indisponibile, mentre Rovella sta lavorando per tornare a disposizione ma, nello scenario più ottimistico, potrebbe accomodarsi in panchina domenica. Il marocchino è quindi l’unico regista pienamente disponibile.
Una situazione che fino a qualche settimana fa avrebbe rappresentato un’emergenza, ma che oggi viene affrontata con tutt’altro spirito. Il motivo, come sottolinea il Corriere dello Sport, è la crescita di Belahyane, ormai non più considerato soltanto una semplice alternativa.
Lazio, Belahyane e l’occasione sfruttata

L’ultima conferma è arrivata nell’amichevole terminata 3-3 contro la Juve Stabia. Nonostante una Lazio appesantita dai carichi di lavoro, aspetto evidenziato dallo stesso Gattuso, il centrocampista marocchino è stato tra i più positivi della squadra.
Belahyane ha cercato continuamente il pallone, gestito i tempi della manovra e provato ad aumentare il ritmo ogni volta che si sono aperti gli spazi. Una prestazione che si inserisce nel percorso di crescita mostrato già nelle settimane precedenti.
Più aumenta il minutaggio, maggiore diventa anche la fiducia del giocatore. Gattuso gli ha affidato un compito che richiede personalità, invitandolo a farsi vedere e a non avere paura di sbagliare. Belahyane ha raccolto il messaggio, continuando a giocare secondo le proprie caratteristiche: verticalizzazioni, ricerca della giocata in avanti, qualche rischio e una presenza costante nella prima costruzione.
Lazio, il minutaggio racconta la crescita
A raccontare il cambio di passo è anche il minutaggio. Belahyane ha già raggiunto quota 334 minuti tra Serie A e Coppa Italia. Nella passata stagione, invece, aveva chiuso l’annata con 612 minuti complessivi.
In appena un mese e mezzo, dunque, il centrocampista ha già superato la metà dei minuti accumulati nell’intera stagione precedente. Un dato significativo per un giocatore che con Baroni prima e Sarri poi non era riuscito a trovare la necessaria continuità.