L’acquisizione della Reggina da parte di Claudio Lotito slitta alla prossima settimana. Il figlio Enrico in pole per la presidenza.
L’acquisizione della Reggina da parte di Claudio Lotito è ormai entrata nella sua fase cruciale, sebbene con un piccolo cambio di programma sulla tabella di marcia. Dopo una fitta serie di incontri istituzionali, tra cui il vertice romano con il neo-sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, e la completa definizione della documentazione burocratica, l’attesa firma sul contratto ha subito un leggero rinvio.
Il closing definitivo, inizialmente programmato tra giovedì e venerdì, è stato posticipato a questa settimana. Nessun ripensamento o passo indietro da parte del patron della Lazio: lo slittamento rientra semplicemente nelle classiche e proverbiali tempistiche di Lotito nel condurre questo genere di trattative. Nel frattempo, la macchina organizzativa è già in pieno movimento per delineare i quadri dirigenziali del nuovo corso calcistico in riva allo Stretto.
Il ruolo del figlio Enrico e la strategia per la Serie C

La nuova struttura societaria sta prendendo forma attraverso contatti esplorativi mirati per l’assegnazione delle poltrone chiave al centro sportivo Sant’Agata. Il candidato principale alla carica di direttore generale resta Andrea Gianni, profilo che ha già ricoperto lo stesso ruolo a Reggio nella stagione 2019/20 e pronto a lasciare la Lucchese.
Per il ruolo di direttore sportivo rimane caldissima la pista che porta ad Antonello Laneri, reduce dall’esperienza al Siracusa. Il coinvolgimento più significativo riguarderà tuttavia la famiglia del patron: Enrico Lotito, attuale direttore generale del settore giovanile e della Lazio Women, è il nome forte per assumere la presidenza del club amaranto, ricalcando in parte l’esperienza già vissuta in passato a Salerno.
Sullo sfondo dell’operazione finanziaria si intrecciano inevitabilmente anche precise valutazioni di stampo politico. Tra un anno esatto si terranno le elezioni e Lotito punta a consolidare il proprio consenso elettorale per mantenere il seggio in Senato, con molti addetti ai lavori pronti a scommettere su una sua futura candidatura proprio nel collegio della Calabria.
Al di là dei risvolti politici, il focus primario resta focalizzato sul rilancio sportivo. Il primissimo investimento, quantificato in circa due milioni di euro per l’acquisto del club da Nino Ballarino a cui se ne aggiungeranno altri tre per l’allestimento della rosa, sarà interamente finalizzato a garantire un immediato salto di categoria per riportare la Reggina nel calcio professionistico.