Il nuovo tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha parlato oggi in conferenza stampa alla presentazione ufficiale della nuova avventura biancoceleste.
Lazio, la presentazione di Gattuso
Ad aprire la conferenza stampa è stato Angelo Fabiani, direttore sportivo dei biancocelesti.
“Ho il privilegio e l’onore di presentare Rino Gattuso, che ha ben poco da essere presentato. Parla per lui la sua storia da calciatore e allenatore. È un motivo di grande soddisfazione. L’intesa è arrivata subito, non c’è stato bisogno di tanti giri di parole. Lo ringrazio e gli diamo il benvenuto”.
Arrivo alla Lazio e prime sensazioni.
“Orgoglioso. Le sensazioni sono buonissime. Dobbiamo continuare su questa strada qui. Le problematiche le sapevo già da prima. Il presidente mi aveva spiegato tutto. C’è da mettere l’elmetto, so tutto. Starà a me e al mio staff lavorare. C’è da lavorare tantissimo. Sulle altre problematiche non possiamo farci nulla. Ho solo un obiettivo: quello di mettere in campo giocatori che rispettino la storia gloriosa di questo club e sono orgoglioso di lavorare in un club come la Lazio”.
Obiettivi stagionali.
“Sono stato vicino più di una volta alla Lazio. Non ti nego che forse non ci fossero stato ste condizioni non sarei venuto. È una sfida. Con qualcuno ho lavorato. So tutto e ho contemplato tutto, sappiamo le problematiche che abbiamo. Speriamo di riuscire a fare le robe. L’obiettivo è quello di creare un clima familiare e di avere una squadra che diverte la gente e la renda orgogliosa, anche per chi sta a casa o chi sta allo stadio. Ho detto loro che metto l’elmetto e lavoro senza problemi. Se vogliamo fare questo dobbiamo essere uniti e vedere dove arriveremo”.
Si aspettava qualche acquisto?
“Partito Gila, ho chiesto un po’ di pazienza, vedremo come stanno i vari Gigot e gli altri giocatori. Ci sono pochi soldi da spendere, bisogna prendersi un po’ di tempo per spenderli bene e sbagliare il meno possibile”.
Quali sono le priorità secondo lei?

“Che ci sia da fare un centrale di difesa è il segreto di Pulcinella, ma per il resto dovremo valutare. Ratkov la scorsa stagione ha avuto difficoltà, ma la base c’è perché a centrocampo ci sono buoni giocatori, sui terzini a destra e a sinistra siamo tanti, in porta ho perso Provedel ma è tornato Mandas. Non è tutto da buttare via. Dobbiamo un po’ isolarci, l’ambiente ora lo sappiamo, non è l’ideale. Vediamo cosa si potrà fare, ma il senso di appartenenza non dovrà mai mancare”.
Assenza dei tifosi.
“È un alibi. Se oggi comincio a parlare dell’assenza dei tifosi creo un alibi. Lo sanno bene, lo hanno vissuto lo scorso anno. Al di là della bravura di Maurizio, sono stati bravi anche i giocatori, lo scorso anno si poteva rischiare tanto. Sappiamo di questa problematica, bisogna rispettare i tifosi. Il comunicato è uscito 20 giorni fa e hanno detto che stanno vicino alla squadra in trasferta, ma sappiamo che qui non ci saranno. Questo è uno stadio che spinge, che si sente il calore quando è pieno. È un qualcosa che non lo abbiamo e che lo andremo a pagare. Io ho solo un obiettivo: fare andare più forte possibile i giocatori. Non voglio creare alibi”.
Crede di poter riportare la Lazio in Europa?
“Non parlo di classifica, ora. voglio essere obiettivo: 7/8/9 squadre partono meglio di noi, ma lo sappiamo. Dobbiamo prenderci tempo e riuscire a non sbagliare. Dobbiamo fare poche cose per riuscire a completare la squadra. Non tanto per prendere. Mi sarebbe piaciuto con due elementi in più, ma meglio aspettare un po’”.
Scelta del ritiro a Formello.
“Noi tra un mese andremo in Coppa Italia. Perdere uno o due giorni per non avere riscontri economici, ho preferito rimanere qui e lavorare. Ho scelto io di non andare all’estero. Ho preferito stare in campo e non perdere giornate per fare un’amichevole internazionale”.
Rapporto con Lotito.
“Con Lotito ho un rapporto franco. Gli dico tutto. Gli ho detto che mi doveva fare un favore: sistemare qualcosa sotto, sa che io non guarda in faccia a nessuno, voglio gente che lavora. Gli ho anche detto che se ha qualcosa da dire alla squadra. Il problema che ha troppi telefonino. Penso che debba fare questo passaggio qua. La squadra è la sua, se ha qualcosa da dire, lo dicesse a me al direttore o alla squadra. Spero che lo abbia capito. Noi siamo suoi dipendenti”.
Cessione di Gila.
“Se fosse stato per Fabiani e Lotito il giocatore sarebbe rimasto qui fino al prossimo anno. Sono stato io. Chi non vuole stare qui, meglio che non ci stia. Mario è stato onesto, anche sui soldi che gli offrivano: io sono stato giocatore, quando ti capitano cose così…Io ho discusso con Fabiani. Il ragazzo doveva andare via, era arrivato il momento in cui non poteva più rimanere. È arrivato il suo momento, doveva andare via. È giusto che sia andato via. Fabiani e Lotito volevano che il giocatore rimanesse fino alla scadenza. Ho spinto io per la cessione, la sua testa non era al 100% all’interno del progetto”.