Il tecnico della Lazio Gattuso è intervenuto al Festival dello Sport di Trento: dal rapporto con Lotito al derby, passando per Frattesi, Tavares e Gasperini.
Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha affrontato diversi temi legati ai primi mesi della sua esperienza in biancoceleste, soffermandosi anche sul rapporto con Claudio Lotito, sul gruppo e non solo.
Lazio, Gattuso al Festival dello Sport
“Gasperini? Al di là del grandissimo allenatore che è, nei miei momenti difficili è sempre stato presente. Mi chiamò quando ero al Milan. Mi disse di tenere duro, che gli piaceva come giocavamo. È sempre stato presente. Ci somigliamo un po’, siamo caratteri forti. Con me ha sempre avuto momenti positivi. Andremo a cena insieme 100%, è un onore, Gasperini dopo Sacchi fa parte di quella categoria di allenatori… Ha portato qualcosa di nuovo. Tanti miei colleghi proviamo a fare quello che fa lui ma difficilmente ci riusciamo. Ha portato sicuramente un cambiamento”.
Derby.
“Il derby? Quando sento i miei ragazzi parlarne, o altri tra magazzinieri o fisioterapisti, li stoppo subito. Ancora ci sono partite importanti, poi ci penseremo quando arriverà e ne parleremo. Stare davanti alla Roma? Non conta nulla. Prepariamo bene la partita con il Monza. Veniamo da una lunga sosta anomala, siamo stati a Formello con pochi giocatori di movimento. Non vedo l’ora che tornino tutti, il Monza va a mille all’ora. I miei precedenti con Juric non sono buoni, ricordo Napoli-Verona su tutti, se vincevamo arrivavamo secondi e invece siamo arrivati quinti. È stata una mazzata incredibile“.
Assenza dei tifosi.
“Mi manca l’Olimpico. L’ho già detto, per me il calcio senza tifosi… Avete capito, non è calcio. I tifosi sono una componente importante nel gioco, ti incitano e ti fanno tirare fuori qualcosa di più. Giocare in uno stadio vuoto non è calcio. In questo momento stiamo soffrendo a non avere tifosi in uno stadio che ci danno una mano”.
Il rapporto con Lotito

Spazio anche al presidente Claudio Lotito. Gattuso ha respinto l’immagine di un rapporto caratterizzato continuamente dallo scontro, sottolineando invece l’importanza del confronto diretto.
“Lotito? È una leggenda il fatto di litigare sempre con lui. Da calciatore ho fatto qualche sciocchezza, ma da quando faccio questo mestiere difficilmente litigo. Mi piace il dialogo, si fanno le cose insieme che ci diciamo. Ho litigato poco, mi piace parlare con gente vera, che quando ci diciamo le cose le parole vengono mantenute. Non mi piace farmi prendere in giro. C’è questo rapporto con Lotito.
Poi quando le cose nel quotidiano non funzionano, bisogna parlarsi. Lui è un genio, ha un’intelligenza incredibile. Poi le dinamiche di una squadra… bisogna parlarne, sennò i problemi vengono fuori dopo. Lotito ha 4-5 telefoni, e difficile da gestire (ride, ndr.). Lui è il presidente, per lui la porta è sempre aperta. Meglio che dice le cose in faccia ai giocatori, che viene al campo e parla lì. È meglio così rispetto a leggere qualcosa sui giornali”.
Gattuso e la panchina della Lazio.
“Prima della Lazio venivo da un’esperienza che mi è costata, mi ha fatto del male. La nazionale è stata una mazzata incredibile. Avevo voglia di ripartire subito, erano un po’ di anni che stavo all’estero e mi piace. Mi piace mettermi dentro culture diverse. Sono state esperienze importanti. A Lotito ho detto no 2-3 volte, stavolta ho detto sì perché era una squadra in difficoltà e pensavo che i giocatori potessero darmi qualcosa. Mi sono convinto. Siamo partiti bene, la strada è lunga.
Ma sono orgoglioso dei ragazzi che stanno dando tanto. Abbiamo fatto un ritiro a Formello, ha fatto un caldo bestiale. È stato difficilissimo. Vedere i ragazzi allenarsi in quel modo, senza mollare e senza lamentele, ho percepito che ci fosse qualcosa di speciale”.
Gattuso: “Frattesi doveva prendersi delle responsabilità”

Tra i giocatori citati dal tecnico c’è anche Davide Frattesi, arrivato alla Lazio dopo il periodo condiviso con Gattuso in Nazionale.
“Frattesi è un giocatore che ho avuto la fortuna di allenare in nazionale. Quei giorni di raduno gli ho sempre detto che doveva prendere una decisione. Per me era un giocatore importante e non doveva accontentarsi. È un giocatore particolare, che ha doti ben precise. Gli ho detto che doveva prendersi delle responsabilità. Noi potevamo fare poco sul mercato, per lui scegliere la Lazio è stato incredibile. Questo è il nostro rapporto. Sono contento che si è preso le sue responsabilità, per il rispetto della sua carriera”.
Nuno Tavares.
“C’è solo uno ai suoi livelli, che è Nuno Mendes. È un giocatore che ha tutto, poi non ha dato continuità alla sua carriera. All’inizio non è stato rosa e fiori, ci sono stati momenti di tensione e non solo con lui. Io odio le persone che hanno talento e non fanno nulla per migliorarsi. Io ho fatto un percorso diverso, ero più scarso degli altri. Fatico a sopportare chi ha talento e lo butta”.