Il direttore sportivo della Lazio Women Raffaele Pinzani è intervenuto ai canali ufficiali del club biancoceleste per analizzare la nuova stagione.
Lazio Women, le parole di Pinzani
Estate di rivoluzione.
“È stata un’estate indubbiamente impegnativa. Dopo aver fatto due annate meravigliose partendo da neopromosse e togliendoci tante soddisfazioni abbiamo preso la decisione di cambiare e ripartire con un ciclo nuovo. Ringraziamo tutte le ragazze che sono state con noi e che per un motivo o per un altro hanno o abbiamo deciso di separarci. È stata un’estate impegnativa perché sono arrivate tante ragazze ma ho trovato modo di divertirmi”.
Tanti addii.
“Per far andare via ragazze importanti significa che due anni prima erano arrivate. Abbiamo fatto mercati importanti, con ragazze a parametro zero. Quest’estate invece la Lazio ha anche monetizzato alcune situazioni. Alcuni profili abbiamo deciso noi di non tenerli, altre avevano piacere di fare esperienze diverse. Non c’è niente di anomalo, ma quando si decide di rifondare un gruppo serve tempo e penso lo scetticismo fosse dovuto a questo. Ci sono calciatrici andate alla Roma, all’Inter, alla Juve. Significa che avevamo fatto un lavoro importante”.

L’apporto della società.
“Mi sono reso conto strada facendo, venendo dal calcio maschile, come nel calcio femminile – che è bello, competitivo e sempre più qualitativo – non ci siano ricavi. Abbiamo potuto fare quanto fatto grazie al presidente Lotito, al supporto costante di Angelo Fabiani che per me è un riferimento e un amico. È stato fatto un cambiamento totale perché abbiamo intenzione di riaprire un ciclo triennale e alla fine di questo triennio se saremo bravi la Lazio rilotterà nuovamente per le alte posizioni come fatto nel finale della scorsa stagione.
La Lazio non deve vincere ma costruire e quando lo fa può anche vincere. Abbiamo tante calciatrici di proprietà, con appena due prestiti. La prossima settimana rinnoverà una delle ragazze che sono il simbolo della Lazio, siamo sulla strada giusta”.
Costruzione della rosa.
“Abbiamo costruito la squadra pensando a un mix: abbiamo ringiovanito facendo qualche scommessa, Zannini viene dal Cesena e ha dimostrato di poter fare la Serie A abbondantemente. Si è legata a noi per tre anni, potrebbe anche ripercorrere le orme di D’Auria che veniva dalla B. Ma ci sono anche Roddar, Portales, è rimasta Connolly, sono rimaste le nostre bandiere e sono venute calciatrici importanti. Visentin, Castiello, Goldoni e Connolly sono la colonna portante storica. Connolly è arrivata con me, calciatrice di altissimo livello e ragazza splendida. Dà la sensazione di essersi fusa con l’ambiente Lazio, sente la Lazio proprio sua”.
Ruolo di mister Grassadonia sul mercato.
“Lo vedo particolarmente carico, entusiasta e contento. È una squadra giovane, che si è affidata completamente a lui. Quando un allenatore percepisce che la squadra pende dalle sue labbra si galvanizza, lavora con più forza ancora. Non che non lo avesse fatto finora, ha fatto un lavoro straordinario da allenatore preparatissimo qual è e ragazzo straordinario. Siamo entrambi fuori da casa, stiamo spesso insieme e ci parliamo e ci confrontiamo. Facciamo anche qualche bischerata, basta che non si parli di musica perché lui è un disastro”.