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Lazio, Frattesi: “Sono laziale da sempre. Gattuso? Per lui andrei in guerra”

Lazio, Frattesi: “Sono laziale da sempre. Gattuso? Per lui andrei in guerra”

 Nella giornata di ieri Davide Frattesi si è presentato ufficialmente in conferenza stampa come nuovo calciatore della Lazio con Gudmundsson, Sutalo e Pinamonti.

Nemmeno il tempo di presentarsi che Davide Frattesi è già uno degli idoli dei tifosi dei biancocelesti. Il centrocampista, arrivato in estate alla Lazio dall’Inter, ha già siglato i due gol che sono valsi 6 punti alla formazione di Gattuso nelle prime due giornate di campionato contro Bologna e Genoa. Nella giornata di ieri il numero 16 biancoceleste ha risposto alle domande dei cronisti presenti nella sala stampa di Formello.

Lazio, Frattesi si presenta in sala stampa

Quanto ci hai messo ad accettare la Lazio?

“Quando mi hanno detto della Lazio ero in barca ma è stata una cosa molto veloce! Sono laziale da sempre. Con Gattuso c’è stato un rapporto iniziato in Nazionale e poi si sono create dinamiche per cui non ci ho pensato tanto. Mi serviva un progetto come questo e sono stato da subito sicuro della mia scelta venendo con entusiasmo e prospettiva di rendere in modo importante. Questo è ciò che ho pensato sin da subito. Bel centro dove mi posso allenare bene e posso divertirmi”.

Motivazioni dietro la scelta di tornare.

“Io ero raccattapalle. Mio padre mi portava allo stadio in Tevere poi a 11/12 anni venivo a fare il raccattapalle. Forse sotto la sud, vicino a Scamacca mi pare! Perché eravamo noi della Lazio e loro della Roma ai tempi a farlo. La Lazio mi può dare tanto perché è una piazza importante e serve ambire al massimo. Dopo l’ultimo anno che per me è stato difficile credo sia il posto giusto per rilanciarmi e cercare di alzare l’asticella e ambire a traguardi importanti anche qua. Dopo l’ultimo anno ho capito che non sono i soldi che pesano. Le cose importanti sono altre. Cambierei tutto quello che ho per rivedere mia nonna 5 minuti quindi i soldi non sono importanti”.

Problemi all’Inter.

Lazio

“Ci sono giocatori forti a centrocampo quindi non è facilissimo. L’anno scorso arrivavo da un’operazione all’ernia e quando sono rientrato la testa andava ma le gambe no. Non ero in condizione e per rimettermi a pari mi sono ristirato all’adduttore quindi horipreso ad allenarmi bene a novembre o dicembre. Lì la concorrenza è dura e iniziare la stagione a dicembre è impossibile ed il minutaggio è stato quello che era”.

Obiettivi personali.

“Se si arriva 15esimi contano poco gli obiettivi personali. Quindi bisogna pensare alla squadra se no le cose non contano”.

Sembri già calato al meglio nella nuova avventura.

“Come società ci pensano loro perché l’impianto è bello, all’avanguardia, c’è addirittura un dentista che all’Inter non c’è. Non voglio fare il messia sono arrivato da tre settimana e sono le piccole cose che cambiano nel tempo. Tante piccole cose diventano grandi e il mister fa benissimo i programmi”.

Rapporto con Gattuso.

“Mi ha detto che mi veniva a prendere! Scherzo, mi ha spiegato la situazione e io sono uno che se vede una cosa impossibile ci si butta. Mi ha spiegato che la situazione qua era un po’ ammosciata e da riprendere e quando me lo ha detto mi ha convinto subito. Ad uno come lui se serve una mano gliela do. Per lui andrei in guerra”.

Addio Romagnoli.

“Alessio è uno la cui carriera parla da solo. Per molti era un punto di riferimento. Una bella spina dorsale ma poi nella carriera tocca fare scelte. La capisco la sua scelta, lo salutiamo, un grande in bocca al lupo e personalmente penso che io posso essere un riferimento per i giovani. Non esiste una squadra dove arrivo e divento leader. Per i giovani posso essere utile ma per il resto, come leader, c’è Zaccagni”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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