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Lazio, Gattuso: “Stiamo lavorando bene, ma va alzata l’asticella. Taylor? Chi mi conosce sa come ragiono”

Lazio, Gattuso: “Stiamo lavorando bene, ma va alzata l’asticella. Taylor? Chi mi conosce sa come ragiono”

La Lazio batte 6-3 in amichevole l’Avellino. Al termine del match il tecnico biancoceleste Rino Gattuso ha analizzato la prova della squadra ai microfoni del club.

Dopo le vittorie contro la Primavera biancoceleste e Civita Castellana, la Lazio di Gennaro Gattuso batte anche l’Avellino guidato da Alessandro Nesta: a Formello finisce 6-3 per i biancocelesti, a segno con Serra, Ratkov (doppietta), Belahyane, Artistico (rigore) e Taylor. Al termine del match, mister Gennaro Gattuso è intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del club per analizzare la prestazione offerta dalla squadra. Di seguito le sue parole.

Lazio, Gattuso commenta la prestazione con l’Avellino

Prova.

La squadra sta cominciando a fare quello che vogliamo. Pressione alta, squadra alta, andare uomo su uomo sulla costruzione dal basso. Qualcosa si rischia, ma anche la condizione sta migliorando. Siamo contenti perché c’è entusiasmo, poi è normale che va alzato il livello e qualcosa ci manca. Guardiamo quanto abbiamo in casa al momento, stiamo lavorando bene ed è normale che va alzata l’asticella. È un piacere allenarli”.
Diverbio in campo con Taylor.
L’altro giorno qualcuno si è divertito a scrivere di Taylor ma quello fa parte del gioco. Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me dopo trenta minuti è finito tutto e l’avete visto anche nel pomeriggio. Dobbiamo avere questo spirito qua. Siamo contenti, già non aver perso giocatori per infortuni importanti vuol dire che abbiamo fatto meno danni possibili ed è un vantaggio. Poi bisogna essere bravi a dare continuità e arrivare a picchi di velocità elevati. Per questo c’è ancora da lavorare, la prima parte del lavoro duro l’abbiamo fatta e adesso alziamo i giri per toccare velocità differenti rispetto a questi venti giorni”.
Affrontare Nesta.
Nesta è stato un grandissimo compagno di Nazionale e al Milan. È sempre rimasto un grandissimo rapporto, ci sentiamo spesso. Lui è un po’ più tranquillo e pacato di me e io sono più sanguigno. Come giocatore era un campione, come allenatore ha buonissime idee e ci confrontiamo spesso. È un compagno a cui ho voluto e voglio bene e per cui ho grande stima, gli voglio bene”.
Ricordo di Baresi.
Condoglianze alla famiglia di Baresi, quando parlavo con lui mi mettevo sull’attenti: era il capitano, un uomo che parlava e sorrideva poco ma quelle poche parole che gli uscivano non le sbagliava. Era unico, una leggenda, quando ci parlavi ti dava questa sensazione. È venuto a mancare presto, ma è andato a fare compagnia a tanti grandi campioni. Rimarrà nella storia del calcio mondiale, avrebbe meritato il Pallone d’Oro alla carriera per come ha cambiato il ruolo del libero. Lui era anche guardalinee: quando alzava la mano ne sbagliava pochi di fuorigioco. Io lo ricordo così”.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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