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Lazio, le mosse decisive di Gattuso per neutralizzare la Juve

Lazio, le mosse decisive di Gattuso per neutralizzare la Juve

Il Corriere dello Sport analizza le intuizioni tattiche di Gattuso nella bella vittoria di Torino: la Lazio ha portato la Juventus proprio nei binari voluti.

La Lazio ha conquistato Torino con una prestazione destinata a lasciare il segno. Il netto 0-3 contro la Juventus di Spalletti ha esaltato il lavoro di Gattuso, capace di preparare una partita ad alto rischio senza perdere l’equilibrio tra le diverse fasi di gioco. Come sottolinea il Corriere dello Sport, il successo bianconero mancato è soprattutto il risultato di un piano tattico studiato nei dettagli, che ha permesso ai biancocelesti di colpire e gestire la gara con modalità differenti.

Il tecnico continua a lavorare su una squadra che non considera ancora arrivata al massimo del proprio potenziale. Nella settimana che ha preceduto la sfida di Torino, Gattuso ha ampliato l’autonomia della squadra nella fase offensiva, perfezionando una soluzione già intravista nei primi tempi contro Milan e Monza: la costruzione dal basso con tre uomini coinvolti nella prima impostazione.

Una prestazione che ha raccolto anche gli elogi di Bruno Giordano, intervenuto ai microfoni di Radiosei: «Ho assistito a una delle partite più belle degli ultimi 20-30 anni. Una gara così si può fare, ma difficilmente in casa della Juve. Ho visto una squadra fantastica nell’applicazione e nella tattica».

Lazio, la costruzione a tre scelta da Gattuso

Una delle principali novità introdotte da Gattuso allo Stadium ha riguardato proprio l’avvio dell’azione. Nel primo tempo, infatti, il terzo uomo della linea difensiva non era Belahyane, ma Mandas, schierato tra Sutalo e Provstgaard. Il portiere greco è stato così coinvolto direttamente nella costruzione, alternando passaggi corti e tentativi di lancio lungo, seppur non sempre precisi per direzione e distanza.

La scelta rispondeva a un obiettivo preciso: superare il pressing di Kolo Muani e McKennie, con quest’ultimo pronto a scambiarsi la posizione con Nico Gonzalez. Uscire dalla prima pressione juventina significava poter trovare spazio alle spalle degli avversari e costruire le condizioni per attaccare con maggiore pericolosità.

La Lazio ha cercato inoltre di dare ampiezza alla manovra e conquistare le seconde palle, proiettando in avanti cinque uomini: Frattesi, Taylor e il tridente offensivo. Una soluzione aggressiva, che richiedeva tempi di movimento coordinati e grande fiducia nella capacità della squadra di coprire gli spazi lasciati alle spalle.

Lazio Juventus Gattuso

Coraggio, duelli individuali e doppia identità

Il piano tattico biancoceleste si è fondato anche sulla disponibilità ad accettare l’uno contro uno in fase difensiva. Gattuso ha scelto di separare la linea arretrata a quattro dai cinque giocatori incaricati di spingere in avanti, assumendosi rischi importanti pur di mantenere una costante minaccia offensiva.

La particolarità della Lazio è stata la capacità di alternare due modalità: da una parte la marcatura a uomo, dall’altra il palleggio necessario per superare la pressione avversaria. Anche la costruzione non è rimasta rigida, passando da una linea a quattro a una a tre in base alle esigenze della partita.

Ripartenze e gestione: la Lazio cambia marcia

Nella ripresa, la squadra ha saputo interpretare diversamente la gara, facendo affidamento sulla tenuta del blocco difensivo e sulla capacità di ripartire. Il gol di Dele-Bashiru è arrivato proprio al termine di un’azione manovrata in transizione, nata dalla possibilità di attaccare gli spazi lasciati dalla Juventus.

In un altro passaggio significativo, Sutalo è riuscito a fermare Woltemade, mentre nello stretto i biancocelesti hanno mostrato qualità nel palleggio, ricorrendo a combinazioni rapide e ravvicinate.

È questa alternanza tra aggressività, costruzione e gestione a rappresentare il tratto distintivo della Lazio vista a Torino. Gattuso ha preparato una squadra capace di cambiare pelle durante la partita, mettendo in difficoltà le letture di Spalletti e trasformando una sfida complicata in una vittoria per 0-3. Un successo che consolida l’imbattibilità biancoceleste e il primo posto in classifica, ma soprattutto conferma quanto il lavoro tattico dell’allenatore sia ancora in evoluzione.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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