ULTIM'ORA

Immobile: “Avrei voluto chiudere alla Lazio. In futuro voglio allenare. Avrei voluto un saluto diverso…”

Immobile: “Avrei voluto chiudere alla Lazio. In futuro voglio allenare. Avrei voluto un saluto diverso…”

Ciro Immobile, ex attaccante della Lazio ora in Francia al Paris FC, è tornato sul sofferto addio ai biancocelesti in un’intervista esclusiva rilasciata a Sky Sport.

Un rapporto, quello tra Immobile e la Lazio, che resta tutt’oggi. Nonostante l’addio del centravanti ai biancocelesti nell’estate del 2024, l’amore dei tifosi per il numero 17 non si è mai spento. D’altronde parliamo del miglior marcatore della storia del club capitolino, con 207 gol segnati in tutte le competizioni dal 2016 al 2024, capace di vincere per tre volte il titolo di capocannoniere del campionato. Numeri incredibili che hanno inciso Immobile nella storia della Lazio.

Dopo aver lasciato la Turchia e il Besiktas per fare un breve ritorno in Italia al Bologna, l’attaccante si è accasato da gennaio in Francia, al Paris FC. Negli scorsi giorni è stato protagonista di una lunga intervista di Sky Sport. Immobile ha qui trattato diversi temi, soffermandosi anche sul legame forte con il popolo biancoceleste e sulla voglia di restare nel mondo del pallone anche dopo il ritiro. Di seguito le sue parole.

 Immobile torna sul suo addio alla Lazio

Addio.

“Mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera alla Lazio, avrei finito il contratto e mi sarei ritirato salutando i tifosi come si deve. Quando finirò di giocare vorrei restare comunque nel calcio, quindi sarà solo un addio agli scarpini. Spero di fare qualcosa di importante sotto un’altra veste. Mi piacerebbe allenare”.

“Il saluto ai tifosi della Lazio? L’ho avuto in parte con il Bologna, mi devo accontentare di quello. È stato emozionante, però dopo tanti gol, titoli, vittorie insieme mi sarebbe piaciuto qualcosa di più emozionante. La squadra ha sempre bisogno della gente, i miei primi anni lì era così come adesso. Poi con le partite e i risultati siamo riusciti ad avvicinare di nuovo i tifosi che quando vanno allo stadio sono uno spettacolo e ti danno una spinta in più. Spero che prima o poi, il più presto possibile, riusciranno a riavvicinarsi di nuovo alla squadra”.

Nazionale.

“A inizio anno Gattuso era venuto a Bologna quando eravamo in ritiro, prima dell’inizio del campionato. Mi aveva detto che avevo le stesse possibilità degli altri, poi tutto sta a quello che fai in campo. È andata come andata, la possibilità comunque c’era.

Conoscendo quelli con cui ho vinto l’Europeo, Donnarumma, Barella e Bastoni, credo che si sono tolti un peso dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord. La mente adesso è più libera e sono in condizioni di pensare che hanno le stesse possibilità della Bosnia di andare al Mondiale. Lo scoglio della prima parte è stato superato, soprattutto la tensione e il malumore dei tifosi italiani. Penso che se i ragazzi non accusano così tanto la pressione, non c’è partita. La squadra è forte, l’ho vista giocare tante volte. Bisogna scrollare la pesantezza della maglia della Nazionale”.

Allenatori preferiti.

VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 Mancini ho vinto l’Europeo, come faccio a non sceglierlo? Mancini o Sarri? È tosta. Scelgo Sarri. Sarri o Ventura? Ho vinto con tutti e due, ma dico Sarri ancora. Sarri o Conte? Sarri. Sarri o Inzaghi? Inzaghi. Inzaghi o Spalletti? Inzaghi. Inzaghi o Italiano? Inzaghi. Con lui sono stato più tempo e ho vinto tanti trofei e titoli personali. Vorrei rubargli la gestione del gruppo, è sottovalutata da molti ma è fondamentale. Lo vedo dalla mia esperienza, è una qualità principale per un allenatore”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

76 articoli