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Lazio, Ratkow porta allo scontro Sarri e il club?

Lazio, Ratkow porta allo scontro Sarri e il club?

Petar Ratkow, arrivato nel mercato di gennaio per essere l’attaccante titolare della Lazio, non sta trovando spazio con Maurizio Sarri. 

Se c’è un acquisto dello scorso mercato di gennaio della Lazio che è stato bocciato da Maurizio Sarri quello è Petar Ratkow. Perfino Edoardo Motta, acquistato per fare da secondo portiere, si è ritrovato ad essere protagonista della seconda parte di stagione biancoceleste dopo l’infortunio di Provedel. Mentre l’attaccante serbo, acquistato dal Salisburgo per rimpiazzare il partente Taty Castellanos, è al momento ultimo nelle gerarchie offensive del Comandante.

La conferma è arrivata nell’ultima sfida contro il Parma, quando l’allenatore contro il Parma ha deciso di non utilizzare il quinto cambio, lasciando in panchina Ratkov, l’unica punta disponibile per cercare di vincere la partita. Un paradosso visto la fisicità del serbo e i tanti cross effettuati dalla Lazio: ben 25, senza però avere un attaccante forte nel gioco aereo. Più in generale il classe 2003 non vede il campo dal 1 di marzo, quando partì titolare nella sconfitta di Torino. Dall’ora il centravanti non ha più messo piede in campo per le successive 5 partite.

Lazio, la gestione di Ratkow può portare a tensioni

Lazio
Angelo Fabiani ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Una gestione di un ragazzo che deve inevitabilmente ancora adattarsi alla Serie A, ma che non sta piacendo ai vertici dirigenziali. A gennaio la società ha scelto di investire su di lui 13 milioni, convinta del suo valore e del suo potenziale. Il problema, come raccontato da Il Corriere della Sera, è proprio qui: il club punta a valorizzare l’investimento, specialmente in campionato dove la Lazio ha sostanzialmente poco da giocarsi nelle ultime 7 partite, mentre l’allenatore continua a preferire altre soluzioni per il suo attacco, come Maldini.

Una divergenza di vedute che rischia di creare tensioni e a fine stagione si tireranno le somme. Una cosa, però, è chiara: senza una linea condivisa tra società e allenatore, ogni scelta rischia di trasformarsi in un motivo di scontro.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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